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Castellabate

PDF  Stampa  E-mail  Lunedì 17 Gennaio 2011 09:34

Ha gloriosa Storia: normanni, bizantini, saraceni, francesi, spagnoli, signorotti e feudatari se lo disputarono nel corso dei secoli non solo per la sua robustezza come fortezza, ma anche per la bellezza della sua posizione naturale. Ma andiamo alle origini.
Il territorio in cui si sviluppò Castellabate aveva visto prima che sorgesse il castello, la presenza di longobardi e normanni. I longobardi depredarono queste terre, ma dopo la conversione al cristianesimo, operata dai benedettini, furono benefattori della zona.
Essi diedero anche il nome al colle su cui più tardi sarebbe sorta Castellabate (colle del Santo Angelo): erano, infatti, devoti di S. Michele Arcangelo. In questi territori ci fu anche la presenza dei monaci basiliani profughi dell'oriente, la cappella di S. Sofia, l'eterna sapienza, ne è una testimonianza.
Il lavoro più significativo fu svolto dai benedettini di Cava dei Tirreni: la loro opera fu talmente meritoria durante la dominazione normanna, soprattutto per le bonifiche della zona, che il principe Guglielmo I concesse loro il privilegio di costruire una fortezza per difendere le popolazioni locali dagli attacchi dei saraceni che, stabilitisi nell'attuale Agropoli, compivano scorrerie nella zona.
Il IV abate di Cava, San Costabile Gentilcore, inizio' allora la costruzione del castello: era il 10 ottobre 1123. Il paese si sviluppò intorno ad esso, prendendo così il nome di castello dell'Abate o Castellabate. San Costabile, eletto in seguito patrono di Castellabate, morì poco dopo aver iniziato la costruzione della fortezza ma l'opera fu proseguita dal suo successore, il Beato Simeone Abate V di Cava.
Questi, nel 1138, concesse ai sudditi del paese un diploma di privilegi larghissimi: donò ad essi le case che abitavano e le terre che coltivavano, ridusse a metà gli aggravi e fece costruire un porto nel 1124 che sviluppò il commercio. Il castello riuscì di valido presidio alle popolazioni della zona e Castellabate divenne col tempo la più ricca baronia del Cilento.
Nel 1835 un privato acquistò per soli 1.000 ducati l'antico palazzo baronale ponendo fine così alla presenza dei benedettini nel castello: ora il castello è di nuovo di loro proprietà.
In particolare la gente di Castellabate ha scritto gloriose pagine di storia risorgimentale tra le quali la battaglia contro le navi dell'ammiraglio Nelson assieme ai corsi, i moti del Cilento del 1848 che iniziarono proprio in queste terre.
Il paese ha conservato caratteristiche medioevali, con pietra grigia e case intercomunicanti.

(dagli appunti di Mons. Alfonso M. Farina)

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 17 Gennaio 2011 09:39 )