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Castellabate, i “Borghi più belli d’Italia” vogliono fare rete in Campania

PDF  Stampa  E-mail  Venerdì 02 Maggio 2014 12:03

Creare una rete dei “Borghi più belli d’Italia” presenti in Campania per realizzare strategie congiunte di promozione capaci di intercettare un turismo di qualità. È il tema dell’incontro che si svolgerà a Castellabate sabato 3 maggio alle ore 11 presso il Castello dell’abate.

Tale prospettiva, sull’esempio di quanto già fatto in altre regioni italiane, coinvolge i 9 centri campani appartenenti al prestigioso club delle eccellenze architettoniche e naturalistiche, ovvero Albori, Atrani, Castellabate, Conca de’ Marini, Cusano Mutri, Furore, Monteverde, Nusco e Sant’Agata de’ Goti.

Di tutto rispetto il parterre istituzionale dell’incontro: ci saranno, infatti, l’assessore al Turismo della Regione Campania, Pasquale Sommese, il presidente del club dei “Borghi più belli d’Italia”, Fiorello Primi, il commissario dell’Ept di Salerno, Angela Pace. A fare gli onori di casa saranno il sindaco di Castellabate Costabile Spinelli, l’assessore alla cultura Luisa Maiuri e il consigliere delegato al turismo Carlo Montone.

 

«Il progetto di sviluppo di una rete campana dei “borghi” offre l’occasione di creare sinergie, confrontare i modelli di sviluppo e sperimentare nuove forme di promozione congiunta – spiega il delegato al turismo Carlo Montone – Lo scopo del club, nato su impulso della Consulta del turismo dell’Anci, del resto, è proprio quello di valorizzare il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani, spesso emarginati dai maggiori flussi dei turisti».

 

«Castellabate fa parte di questo prestigioso circuito dal 2006 – ricorda l’assessore alla cultura Luisa Maiuri – È stato scelto grazie al suo caratteristico centro storico, che conserva ancora oggi la tessitura medievale. Tale inclusione, però, determina anche una precisa assunzione di impegno sia per gli amministratori che per i cittadini nella qualità del patrimonio edilizio pubblico e privato, oltre che nella vivibilità del borgo in termini di attività e di servizi».