Terre D’Amare, il sindaco Spinelli scrive in Regione

Stampa  Giovedì 14 Giugno 2012 12:29

Il sindaco del Comune di Castellabate Costabile Spinelli ha aderito all’iniziativa promossa dai sindaci della costa cilentana per sollecitare l’attivazione del servizio Terre D’Amare e ha scritto una lettera indirizzata al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, all’assessore regionale al Turismo Giuseppe De Mita e all’assessore regionale ai Trasporti Sergio Vetrella. Attivo negli scorsi anni come Metrò del Mare e nel 2011 con la nuova denominazione, Terre D’Amare è l’unico sistema di trasporto via mare che consente di spostarsi da una parte all’altra della costa cilentana abbattendo le distanze e i tempi previsti con i mezzi di trasporto su ferro e su strada.

«Ritengo che in un periodo di grande crisi economica iniziative volte a migliorare l’accessibilità a questo territorio siano di fondamentale importanza per l’economia costiera, non solo turistica, ma di tutto l’indotto economico che ruota intorno alla stagione balneare. – ha scritto Spinelli – In questi ultimi dieci anni i collegamenti marittimi da e per il Cilento hanno rappresentato l’uscita del Cilento da un isolamento atavico che non permetteva al nostro territorio di integrarsi con il resto della regione Campania, che grazie alla sua conformazione costiera permette di movimentare i flussi turistici via mare, alleggerendo il traffico stradale e offrendo un’alternativa piacevole e particolarmente adatta alle esigenze di una regione dalla storica vocazione turistica. Inoltre bisogna considerare che le coste della Baia di Napoli, Penisola Sorrentina, le isole Flegree, Capri, il Golfo di Salerno, la Costiera Amalfitana, Amalfi e Positano sono servite dai collegamenti marittimi e la loro soppressione non è messa in discussione.Dunque l’unica che rischierebbe di non essere collegate per via marittima sarebbe la costiera cilentana, determinando una disparità di trattamento non comprensibile dai cittadini locali, dai campani e dai turisti nazionali e internazionali, causando anche notevoli danni agli operatori turistici».