La Settimana della Cultura prosegue con la presentazione del libro “Santa Maria de Gulia: il monastero, le chiese e l’ambito territoriale della Lucania”

Stampa  Domenica 13 Febbraio 2011 14:59

Proseguono gli appuntamenti della Settimana della Cultura. Lunedì 14, alle 17.30, al Castello dell’Abate  si terrà la presentazione del libro di Amedeo La Greca “Santa Maria De Gulia: il monastero, le chiese e l’ambito territoriale della Lucania”. Interverranno il sindaco di Castellabate Costabile Maurano, l’assessore alla Cultura Paola Piccirillo, il professore Antonio Migliorino, il professore Amedeo La Greca. Modererà l’incontro il professore Gennaro Malzone.

“Santa Maria de Gulia” è il nome con il quale viene oggi indicata la Basilica pontificia minore dell’Assunta, chiesa parrocchiale di Castellabate. Uno studioso dell’Ottocento, Domenico Ventimiglia, recuperò questo nome da un monastero benedettino del Xº secolo che inglobava una chiesa, sorgeva attiguo a un villaggio ed era dotato di vaste pertinenze e di un approdo presidiato da una seconda chiesa nei pressi del mare.

Nel suo saggio il professore Amedeo La Greca si propone di chiarire alcuni elementi letti in maniera diversa dagli storiografi. E lo fa presentando tutti i documenti, editi ed inediti, dal Xº al XIVº secolo, relativi al toponimo “Gulia”. Il professore La Greca, nel suo lavoro tenta anche di identificare i luoghi di Castellabate citati nei documenti.

«E’ un libro che ci aiuta a ricostruire tanti aspetti della storia di Castellabate. – spiega il sindaco Costabile Maurano -  La sua presentazione, quindi, non poteva che avvenire nell’ambito della “Settimana della Cultura 2011”, quale proficua occasione per sottolineare la ricorrenza del millenario della fondazione della Badia di Cava de’ Tirreni, nostra antica madre. In ogni angolo del territorio comunale si respira, infatti, ancora oggi quell’aria di spiritualità e cultura che ha illuminato i nostri avi. La mia speranza è che questo libro sia un incentivo per i giovani studenti che, guidati dai loro docenti, possano conoscere e sfruttare gli insegnamenti del passato e si adoperino per diffondere la nostra storia».